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Le
varici degli arti inferiori: perché?
Qualche spiegazione
Fattori predisponenti
Gravidanza
Pillola
Definite
quindi le varici, (o vene varicose, o flebectasie), come una dilatazione
venosa con permanente alterazione della parete vasale vediamo quali sono
le cause principali del loro insorgere.

E'
stato detto che nelle vene il sangue deve percorre un cammino di ritorno
verso il cuore. Perciò dobbiamo prendere cognizione che negli arti
inferiori, il sangue che ha ossigenato i tessuti, deve ritornare verso
il cuore, perciò in alto. Il sangue percorre questo dislivello
ad una certa velocità, che deve essere ottimale.
L'ottimale di questa circolazione dipende dallo stato delle tubazioni
(le vene) in cui scorre il sangue.
Alcuni fattori anatomici, fisici e meccanici contribuiscono alla buona
circolazione venosa.
Fattori anatomici sono:
· Lo stato delle pareti venose. Queste comprendono fibre di sostegno
e fibre elastiche. Tali fibre potrebbero, congenitamente essere di scarsa
qualità o tendere a cedere perdendo capacità di tenuta.
Oppure nel tempo, per fattori come gravidanza, sforzi ripetuti che aumentino
la pressione addominale, stitichezza, prolungato stare in piedi, possono
indebolirsi e sfiancarsi. Tutto ciò può favorire uno stato
di dilatazione della vena con aumento del suo diametro in maniera non
necessariamente uniforme.
· La situazione delle valvole venose. Si tratta di strutture anatomiche
conformate come vere e proprie valvole di tenuta, che devono consentire
al sangue di salire nell'arto inferiore dal basso verso l'alto e non consentirgli
di ritornare, di refluire verso il basso. Grazie a questo sistema, la
colonna di sangue contenuta in lunghe vene, come le safene, è suddivisa
in frazioni più brevi ed il peso del sangue è sostenuto
dalle valvole e dalle pareti di tali frazioni, senza che la colonna di
sangue, per intero, gravi sulla parte bassa delle vene. Se tali valvole
sono insufficienti per qualità, congenita o acquisita del loro
tessuto, se sono in numero inferiore a quello necessario, ecco che il
sangue grava tutto col suo peso sulle pareti delle vene. Nei tratti di
maggiore debolezza, non necessariamente subito dal basso, comincia la
dilatazione venosa.
· La superficialità delle vene. Le vene safene e le loro
collaterali sono appoggiate da una parte alle fasce muscolari, ma all'esterno
sono avvolte da tessuto soffice e cedevole: il grasso sottocutaneo, la
pelle. Non vi è perciò una resistenza esterna che possa
sostenere le vene ed opporsi alla loro dilatazione. Cosa che accade invece
alle vene comprese nei muscoli o sotto i muscoli.
Fattori fisici:
· Il ritorno del sangue deve essere veloce e perciò deve
avvenire in tubazioni, le vene, di diametro adeguato e con pareti lisce,
dritte, resistenti. Abbiamo visto che il venir meno della buona qualità
delle fibre di sostegno ed elastiche delle pareti e il realizzarsi di
insufficienza delle valvole venose, dà origine a dilatazione del
diametro del vaso e ad irregolarità delle sue pareti. Richiamo
e semplifico una legge fisica, che vuole che in un vaso sanguigno a parità
di volume di sangue, tanto più aumenta il diametro del vaso, tanto
più diminuisce la velocità del flusso. Questo provoca un
aumento della pressione sui lati e perciò si crea un altro meccanismo
che tende a sfiancare e dilatare la parete venosa.
Fattori meccanici:
· Il movimento muscolare, la camminata. Muovendoci, o meglio camminando
con passo normale, la contrazione muscolare effettua un massaggio ed una
spremitura delle vene, favorendo il flusso del sangue dall'alto verso
il basso.
· La spremitura del tessuto plantare.Sempre con la camminata e
con un giusto appoggio del piede, il sangue, che è contenuto nell'esteso
letto venoso della pianta del piede, è spremuto e proiettato ad
allontanarsi dal piede, prendendo la via del circolo verso l'alto. Un
passo non adeguato, il muoversi a piccoli inefficaci passi nello stretto
di una stanza. Una condizione di piede piatto o altri difetti, rendono
inefficace questo importante. Meccanismo.
· La vicinanza delle arterie. Alcune arterie e vene sono assai
contigue e anche qui la pulsazione attiva dell'arteria, col suo cambiare
di diametro nel propagarsi dell'onda di contrazione, produce una compressione
sulla vena vicina, favorendo il deflusso del sangue.
È ovvio quindi che situazioni negative, come un precoce indebolimento
delle strutture di sostegno specifiche delle pareti venose, l'indebolimento
muscolare che deriva dal progredire nell'età e dalla mancanza di
attività fisica di tante persone giovani, il camminare poco, lo
stare in piedi per necessità di lavoro, la sedentarietà
e la pigrizia fisica, e così via, facilitano la comparsa di fenomeni
varicosi degli arti inferiori. Tanto più nei soggetti congenitamente
predisposti a con familiarità positiva.
La gravidanza produce effetti favorenti la dilatazione delle vene sia,
come già accennato a causa della compressione meccanica sulle grosse
vene della parte bassa dell'addome sia per fattori ormonali. Il peso dell'utero
poggia sulle vene iliache, nel bacino, e crea relativo ostacolo al deflusso
del sangue verso il cuore, per aumento della pressione nelle vene delle
gambe.
La situazione ormonale che si crea in gravidanza favorisce la dilatazione
dei tessuti di sostegno delle pareti venose. Si può ancora genericamente
dire che le variazioni dei rapporti ormonali che si succedono durante
la gravidanza determinano un aumento del sangue circolante e quindi una
dilatazione delle vene nei tessuti superficiali. Quelle degli arti inferiori
già sottoposte agli stress di cui si è detto, sono quelle
più predisposte ad alterazioni che possono essere anche definitive.
Sono comunque i primi mesi della gravidanza quelli in cui si assiste,
nei soggetti più predisposti, all'insorgenza o all'aumento di vere
varicosità o anche solo di teleangectasie e di piccole dilatazioni
venose.
Può verificarsi, dopo il parto un relativo miglioramento a carico
di tutte queste manifestazioni, ma è chiaro che permane un indebolimento
strutturale dei tessuti coinvolti e perciò la possibilità
di successiva ripresa della malattia varicosa. E' da segnalare ancora
che gravidanze successive, e soprattutto gravidanze ravvicinate intensificano
il manifestarsi delle patologie di cui stiamo parlando.
La pillola e tutti i farmaci contenenti estrogeni e progesterone possono
creare effetti simili a quelli detti per la gravidanza.
Si ribadisce però il concetto che è necessaria una predisposizione.
Non tutte le donne che hanno bambini e che usano farmaci anticoncezionali
sono afflitte da varici e/o inestetismi vascolari alle gambe. La gravidanza
e gli ormoni agiscono come fattori che portano alla luce, magari anticipano
il manifestarsi di una situazione che prima o poi sarebbe comparsa, magari
facilitata da una delle tante possibili concause di cui si è detto
in questo articolo.
Per ultimo, si cita come fattore sfavorevole in caso di predisposizione
alle malattie delle vene e tanto più sfavorevole in caso di malattia
manifesta: l'obesità.
Il soprappeso, l'aumento del volume di tessuto sottocutaneo, con tutte
le sue possibili alterazioni, facilitano l'alterazione delle pareti delle
vene di tutte le dimensioni e ne rendono sempre più difficoltoso
il trattamento terapeutico.
Brevemente e riassumendo.
La familiarità è un fattore negativo.
Il sesso predisposto è quello femminile, a causa degli sconvolgimenti
ormonali possibili nel periodo della pubertà, della gravidanza,
della menopausa.
L'assunzione di farmaci estro-progestinici è un fattore negativo.
Le persone che hanno un lavoro che impone di stare in piedi a lungo sono
in situazione negativa.
L'obesità può peggiorare ogni manifestazione di malattia
vascolare.
L'età, l'ipotonia muscolare, la sedentarietà possono influire
negativamente.
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