Bendaggio ed elastocompressione

Il bendaggio
La compressione elastica
La compressione elastica in gravidanza

Il bendaggio
Il bendaggio flebologico è uno dei sistemi migliori per correggere, meccanicamente e dall'esterno, moltissime situazioni d'insufficienza venosa.
In verità è riservato a situazioni particolari, come nell'immediato post-operatorio di un intervento sulle vene, dopo scleroterapia di vasi di calibro medio o grande, in caso d'insufficienza venosa cronica con manifestazione flebitiche più o meno intense e gravi, ecc.
Si utilizza insomma in situazioni prettamente mediche. Il problema è che il bendaggio per essere efficace ed utile deve essere ben eseguito ed esistono vari tipi di bende, di materiali, di farmaci topici che sono indicati per diverse situazioni.
Deve insomma essere eseguito da un medico o da personale competente e d'esperienza.
Un bendaggio fatto male può essere inutile e spesso dannoso. Non potendo fare qui un corso sui bendaggi in flebologia, e poiché questo non sarebbe d'utilità per i pazienti, a questi diciamo, che, l'unico bendaggio che essi possono eseguire su se stessi, deve essere il più semplice possibile e che devono rifiutarsi di farlo se non sono ben sicuri di aver compreso bene le istruzioni del medico o se non si sentono di farlo.


La compressione elastica
Il bendaggio è quindi meglio sostituito con un presidio non più nuovo, ma che nel tempo è stato perfezionato sino a raggiungere tutte quelle caratteristiche che ne hanno determinato il successo.
Intendiamo la calza elastocompressiva graduata o il collant elastocompressivo graduato, che offrono facilità d'uso e mantenimento di buone caratteristiche d'elasticità nel tempo.
Una caratteristica negativa può sembrare il costo a volte elevato, Ma la tecnologia per la realizzazione di un filato di buona qualità e la costruzione di una calza con capacità di compressione differenziata ai diversi livelli, non è semplice.
Le indicazioni all'utilizzo sono molteplici.
Anzitutto quei casi in cui un bendaggio sarebbe necessario, ma il paziente o chi lo assiste, non è in grado di garantirne la perfetta esecuzione e non si può avere il medico o personale competente a disposizione. Il medico indicherà la tipologia di calza che può sostituire il bendaggio e spiegherà come utilizzarla.
Ma la calza o il collant elasticompressivo non è solo da utilizzare in caso di patologia manifesta.
Nella normalità della vita quotidiana vi sono situazioni di lavoro, o di impegno sociale in cui è necessario rimanere per molto tempo in piedi. Spesso anche in soggetti sani intervengono fenomeni di tensione, di dolore e modesto gonfiore agli arti inferiori. La dolenza si somma ad un senso di peso, più accentuato poi di sera, e che interessa ambedue le gambe, talvolta anche i piedi. Dalle donne il periodo premestruale è indicato sovente come quello in cui tali disturbi si accentuano. Il caldo è un fattore favorente, sia quello eccessivo di un ambiente chiuso troppo riscaldato, sia quello primaverile estivo.
Si realizzano quindi sia in persone sane, e tanto più in chi abbia tendenza alla patologia venosa, fenomeni che simulano una piccola insufficienza venosa. Ristagno di sangue, che fa aumentare la pressione sulle pareti delle vene delle gambe e delle caviglie in particolare. Ristagno di liquidi nel tessuto sottocutaneo perivenoso, con conseguente gonfiore, rallentato ricambio e nutrizione dei tessuti, sofferenza.
Si possono utilizzare farmaci che riducono tali sgradevoli sensazioni.
La calza elastocompressiva graduata o il collant elastocompressivo graduato costituiscono però il più efficace rimedio. Indossate al mattino prima di recarsi al lavoro o prima di affrontare qualsiasi situazione che costringa a stare in piedi risolvono, con il loro meccanismo di facilitazione del ritorno venoso, i disturbo detti sopra.
E' facile ora accostarsi a tale rimedi, poiché l'aumento della richiesta ha fatto sì che anche le maggiori e più serie ditte di prodotti medicali abbiano in catalogo modelli che uniscono al confort la gradevolezza estetica


La compressione elastica in gravidanza
I disturbi circolatori che insorgono con la stazione eretta durante la gravidanza, dalla semplice vertigine ortostatica fino al collasso, sono spesso stati attribuiti a fenomeni di labilità psichica della donna gravida. E' stato dimostrato che il 70% di tutte le donne in gravidanza avanzata non presenta sintomi soggettivi, mentre è possibile misurare oggettivamente, durante la stazione eretta, fluttuazioni di natura circolatoria anche di notevole entità con ripercussioni negative sulla frequenza cardiaca fetale (è, infatti, questo il parametro disponibile per valutare lo stato di benessere del feto). Esiste infetti un'alterazione circolatoria materna specifica della gravidanza, strettamente dipendente dalla posizione del corpo della donna, riscontrabile solo in ortostatismo (cioè in stazione eretta), strettamente correlata con il volume uterino ed il baricentro dell'utero, denominata "sindrome uterovascolare". Queste "fluttuazioni circolatorie" possono essere registrate in oltre 2/3 delle donne incinte nel corso del terzo trimestre. Tale sindrome sarebbe determinata da un impedimento del ritorno venoso dagli arti inferiori provocato dall'utero quando il corpo si trova in posizione eretta, venendosi a creare un eccessivo ristagno di sangue nelle gambe: come meccanismo compensatorio si assiste ad un aumento di frequenza cardiaca seguito, per un meccanismo ignoto, da una contrazione uterina; a questa contrazione fa seguito un aumento di ritorno venoso, con normalizzazione della frequenza cardiaca. A seguito di questo disturbo circolatorio ortostatico, il feto ne risente per una riduzione dell'irrorazione utero-placentare. L'impiego di calze compressive durante la gravidanza non è solo importante dal punto di vista profilattico e cosmetico al fine di prevenire l'insorgenza di varici e delle loro complicanze, ma anche, su un piano più generale, per ottenere un effetto positivo e benefico su tutto il circolo materno. Quando la madre è in posizione eretta l'irrorazione sanguigna, sia quella materna sia quella utero-placentare e fetale, subisce un peggioramento: si può quindi affermare che il miglioramento di tutto il circolo materno ottenuto con le calze elastocompressive porta ad un miglioramento significativo dell'andamento della frequenza cardiaca fetale. Poiché, per le ragioni più diverse, la posizione eretta - e soprattutto il dover stare ferme in piedi - non può essere evitato dalle donne incinte e poiché gli effetti negativi non si limitano solo alla madre, ma influiscono anche sul feto, ne deriva che si deve promuovere con forza la prevenzione oltre che la terapia di questo disturbo. Le calze compressive rappresentano un mezzo efficace: non sono farmaci ed il loro impiego non provoca effetti secondari.; le pressioni di compressione raccomandate variano da 20 a 30 mmHg, corrispondenti alle classi di compressione I o II
Questo paragrafo è stato ripreso da: "Effetto delle calze elastocompressive graduate sulla circolazione nella gravidanza avanzata" S. Weber ed altri Geburtshilfe und Frauenheilkunde, 47 (1987): 395-400.

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