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INTERVENTO
DI SPLENECTOMIA
Preparazione
del paziente
Consiste
nella correzione delle anomalie della coagulazione e dell'anemia, nel
trattamento delle infezioni, nella somministrazione di un vaccino polivalente
pneumococcico. Molti pazienti con malattie autoimmuni richiedono la copertura
cortisonica.
Tecnica
In caso di splenectomia ad addome aperto l'incisione e generalmente sottocostale
sinistra. L'incisione è mediana in caso di trauma splenico.
Di routine, nella loggia pancreatica non viene posizionato alcun drenaggio;
un drenaggio in aspirazione è invece indicato, per un tempo però
non superiore alle 48 ore, nel sospetto di un'emostasi insufficiente o
di una lesione del corpo del pancreas. La rimozione precoce del drenaggio
viene raccomandata allo scopo di evitare una contaminazione batterica
dall'esterno della loggia splenica.
L' asportazione della milza può essere effettuata per via laparoscopica.
Quando esistono le condizioni una parte di tessuto viene reimpiantata
per ripristinare alcune funzioni della milza. L'intervento richiede normalmente
il posizionamento di un drenaggio per 1-2 giorni nella sede in cui era
situata l'organo. Non è necessario il sondino nasogastrico, la
mobilizzazione e l'alimentazione sono ripristinate precocemente. La asportazione
completa della milza è accompagnata da una vaccinazione per ridurre
il rischio di infezioni future.
SPLENECTOMIA LAPAROSCOPICA
L'interesse
ad utilizzare l'accesso laparoscopico per eseguire questo intervento e
dato dalla possibilità di far beneficiare di un gesto chirurgico
mininvasivo pazienti per lo più giovani, che spesso giungono all'intervento
in condizioni scadute a causa della malattia di cui sono affetti.
E' ovvio che l'accesso laparoscopico trova dei limiti nei casi di milze
eccessivamente voluminose e con superficie interessatala aderenze secondarie
a perisplenite.
Il paziente viene posizionato in decubito laterale destro con modesto
antitrendelemburg. In questo modo la milza appare più facilmente
aggredibile, poiché scivola in avanti, sostenuta dai suoi legamenti
e non è necessario esercitare trazioni potenzialmente traumatiche
sulla sua superficie.
I trocars si usano in numero di di 4 (raramente 5). Si sezionano i legamenti
spleno colico e freno alienale.
Preferiamo isolare i vasi splenici e sezionarli uno ad uno tra clips di
titanio, piuttosto che sezionarli in gruppi con le suturatici lineari.
Si procede sino ad isolare del tutto la milza cercando accuratamente di
evitare ogni sanguinamento e riconoscendo il pancreas per evitarne lesioni.
La milza isolata viene posta in un endo-bag, un apposito sacchetto di
plastica e ci si prepara alla sua estrazione.
La si può frantumare e così estrarre attraverso una delle
vie di accesso laparoscopiche.
A volte, nei pochi casi in cui può essere necessario asportare
la milza intera, si può utilizzare un pregresso accesso laparotomico
(per esempio una incisione di Pfannestiel). Incidendo perciò su
una precedente cicatrice. Il breve trauma di apri e chiudi, per una incisione
sempre di modeste dimensioni, non influenza in senso negativo la poca
traumaticità del gesto laparoscopico.
Utile una esplorazione per controllare l'emostasi e per escludere la presenza
di milze accessorie
Si posiziona un drenaggio a caduta nella loggia splenica. Tale drenaggio
verrà rimosso al più presto possibile
La
durata del decorso postoperatorio sarà in relazione alla malattia
di base del paziente e agli esami di controllo che per questa saranno
necessari.
MALATTIE
DELLA MILZA DI INTERESSE CHIRURGICO
Le
indicazioni alla asportazione della milza (splenectomia) negli ultimi
anni sono state precisate grazie alle maggiori conoscenze sulle funzioni
della milza e sul suo coinvolgimento in situazioni patologiche mediche
la cui evoluzione può beneficiare di trattamento chirurgico della
Vi sono quindi malattie spleniche primitive dove la chirurgia ha prevalentemente
un ruolo terapeutico e situazioni generali dove la splenectomia assume
un ruolo ora terapeutico, ora diagnostico.
Le principali funzioni della milza
Funzione immunologica
La
milza, è l'organo fondamentale per la difesa aspecifica o generica
immunitaria mediante la sua azione di filtro e la fagocitosi esercitata
dai macrofagi sui batteri capsulati, giunti ad essa per via ematica.Produce
sostanze immunologicamente attive ed è importante il suo ruolo
nella risposta immunitaria specifica o selettiva, essendo la principale
sede di produzione delle IgM, che rappresentano una risposta anticorpale
precoce e primaria agli'antigenepenetrati nell'organismo.
Funzione
emocateretica
I
macrofagi contenuti nella milza riconoscono e di rimuovono dal circolo
ematico inclusi eritrocitari e globuli rossi senescenti ed abnormi.
Funzione
emopoietica
Fisiologicamente
presente soltanto durante la vita fetale e fino al sesto mese di gestazione,
può essere ripristinata dalla milza in particolari condizioni di
necessità dell'organismo.
Funzione
di serbatoio e di regolazione della circolazione portale
La
milza contiene normalmente circa 30-50 cc ed è in grado di variare
tale volume di a seconda delle modificazioni di afflusso/deflusso cui
la milza è soggetta in particolari condizioni fisiologiche (digestione,
sforzi fisici) e patologiche (ipovolemia, ipertensione portale).
Le principali malattie della milza che hanno una indicazione al trattamento
chirurgico sono:
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Rottura di milza
Ipersplenismo: primitivo, secondario
Trombocitopenie primitive:
- Porpora trombocitopenica idiopatica
- Porpora trombotica trombocitopenica
Anemie emolitiche:
- Sferocitosi ereditaria
- Ellissocitosi ereditaria
- Anemie emolitiche non sferocitiche.
- Anemie emolitiche autoimmuni
- Anemia emolitica drepanocitica
- Sindromi talassemiche
Malattie linfoproliferative e mieliproliferative:
- Leucemia a cellule capelluta
- Leucemie croniche
- Metaplasia mieloide agnogenica
- Morbo di Hodgkin
- Linfomi non Hodgkin
Torsione della milza sul peduncolo splenico
Trombosi della vena splenica
Ascessi splenici
Cisti spleniche
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ROTTURA
DI MILZA
Con
il termine "rottura" vengono indicate quelle lesioni della milza
caratterizzate da una lacerazione del parenchima splenico e/o da un'interruzione
parziale o totale della sua vascolarizzazione.
Tali lesioni avvengono per traumi chiusi dell'addome, traumi toraco-addominali
chiusi (di solito incidenti automobilistici o infortuni sul lavoro), aperti
o penetranti (ferite da arma da fuoco o da arma bianca.
Lesioni intraaddominali ad essa associate sono possibili: rottura di fegato,
di rene, di intestino, lacerazione del mesentere.
La rottura spontanea può avvenire, in assenza di un trauma adeguato,
in caso di milza ingrossata di volume o di milze chiaramente patologiche
(malaria, mononucleosi, tifo, processi infiammatori acuti, emangiomi,
emofilia, linfomi, amiloidosi primaria). Uun tale evento è molto
raro se la milza è normale
Quadro
clinico
Una
lesione di milza deve essere sospettata di fronte ad un trauma contusivo
dei quadranti superiori dell'addome, specie se in presenza di fratture
costali dell'emitorace sinistro
I segni ed i sintomi di un trauma splenico sono quelli dell'emoperitoneo,
con un quadro clinico variabile.
Se la lesione ha determinato un'emorragia profusai sintomi sono quelli
di un grave shock ipovolemico con tachicardia, pallore, sudorazione algida,
stato di agitazione, sete intensa, offuscamento della vista, polipnea.
Ci può essere ipotensione, ma questo non è un segno precoce
in quanto possono entrare in gioco fenomeni compensatori che ne alterano
la manifestazione clinica. Se la lesione è limitata alla capsula
o al parenchima il paziente può rimanere emodinamicamente stabile.
Gli esami di laboratorio evidenziano: calo dei globuli rossi, dell'ematocrito,
e aumento dei globuli bianchi fino a 15.000-20.000 GB/mmc.
Diagnosi
La
diagnosi di sospetta rottura di milza si basa essenzialmente sui dati
relativi all'evento traumatico o sulla anamnesi riferita ad eventuali
patologie favorenti la rottura dell'organo, ma soprattutto sulla valutazione
clinica del paziente.
In presenza di un emoperitoneo evidente è indicato un trattamento
chirurgico immediato, ossia la "laparotomia esplorativa", oppure
una laparoscopia esplorativa se le condizioni di stabilità emodinamica
del paziente lo permettono e se la sala operatoria è attrezzata
con strumentazione e medici per affrontare tali situazioni
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Esami
utili ai fini diagnostici
Rx
torace, Rx diretta
Paracentesi
Lavaggio peritoneale
Ecotomografia addominale.
TAC addominale
Arteriografia del tripode celiaco e selettiva dell'arteria splenica.
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È
evidente che devono esserci le condizioni per poter eseguire tali esami.
Spesso è indispensabile intervenire immediatamente per non perdere
il paziente e non vi è tempo per i più semplici esami.
A volte invece il paziente può essere osservato e monitorato sino
a che non asi perfezione la diagnosi ed è possibile magari realizzare
la resezione parziale dell'organo. In alcuni casi dopo aver constatato
laparoscopicamente la cessazione dell'emorragia dovuta ad una piccola
lacerazione si è eseguita una terapia non ablativa.
Terapia
La terapia della rottura di milza, tranne nei casi sopradetti, è
comunque per lo più chirurgica, col tentativo di risparmiare, ove
possibile, un certo volume di milza irrorato, per non rinunciare alle
sue funzioni.
IPERSPLENISMO
Per
ipersplenismo si intende una situazione caratterizzata da splenomegalia,
cioè da aumento di volume della milza. Clinicamente si osservano:
anemia, facilità alle infezioni, sindrome emorragica e la splenectomia
risolve o migliora il quadro clinico-ematologico.
Vi è in questa patologia un'esaltazione delle normali funzioni
spleniche, come la capacità di rimuovere o di distruggere cellule
ematiche invecchiate, quella di trattenere temporaneamente cellule normali
e quella anticorpopoietica, ossia la produzione di immunoglobuline.
Nella grande maggioranza dei casi, l'ipersplenismo è secondario,
poiché rappresenta un epifenomeno di altre e più complesse
malattie fondamentali che, più o meno precocemente nel loro decorso,
si accompagnano a splenomegalia
Solo quando non sia possibile identificare una patologia di base che spieghi
l'iperfunzione splenica, l'ipersplenismo viene considerato primitivo
Ipersplenismo
primitivo
Comprende
la neutropenia splenica primitiva tipo Wiseman e Doan, e la pancitopenia
splenica primitiva tipo Doan e Wright.
Entrambe le affezioni sono prevalenti nel sesso femminile, sono contrassegnate
da una cospicua splenomegalia, sembrano riconoscere una patogenesi immunologica
e la splenectomia costituisce la sola terapia efficace.
Ipersplenismo
secondario
Caratteristica
comune delle malattie comportanti uno stato di ipersplenismo è
la splenomegalia. Sono chiamate in causa le più svariate patologie:
affezioni con splenomegalia congestizia (cirrosi, trombosi della vena
splenica o della porta); malattie infettive acute e croniche (mononucleosi,
sepsi, tubercolosi, sifilide, brucellosi); malattie parassitarie (malaria,
leishmaniosi); malattie dismetaboliche (amiloidosi, malattia di Gaucher,
malattia di Nieman-Pick); malattie collagenosiche ed infiammatorie (sindrome
di Felty, lupus eritematoso sistemico, sarcoidosi); malattie neoplastiche
(linfomi, leucemia a cellule capellute, leucemia linfatica cronica, leucemia
mieloide cronica, metaplasia mieloide); anemie emolitiche croniche (talassemia
major, sferocitosi ereditaria, deficit di piruvato-chinasi).
L'intervento, di norma, non è richiesto se il paziente presenta
un ipersplenismo di grado lieve. Tuttavia, molti ematologi ritengono giustificato
eseguire la splenectomia precocemente, alla prima manifestazione della
sindrome, con lo scopo di evitare l'insorgenza del grave quadro clinico
ematologico proprio delle fasi più avanzate.
L'asportazione della milza riduce le richieste trasfusionali, la frequenza
e la gravità delle infezioni, previene le emorragie da trombocitopenia
ed elimina i disturbi da compressione dovuti alla milza megalica.
TROMBOCITOPENIE
PRIMITIVE
Porpora
trombocitopenica idiopatica (PTI) (o morbo di Werlhof)
È
una sindrome piastrinopenica emorragica primitiva che predilige il sesso
femminile e l'età adulto-giovanile
II ruolo della milza nella patogenesi dell'eccessiva distruzione piastrinica
è fondamentale: sintesi di anticorpi anti piastrine, in genere
IgG; sequestro e lisi dei trombociti sensibilizzati.
La malattia si manifesta con emorragie cutanee e mucose; temibili quelle
a carico del SNC
Con la terapia steroidea si ottengono remissioni definitive in circa il
20% degli adulti. La splenectomia, eseguita d'elezione nella grande maggioranza
dei casi, è la metodica terapeutica più efficace ottenendo
remissioni complete e definitive nell'80% dei pazienti
Porpora
trombotica trombocitopenica (PTT) (o morbo di Moschkowicz)
La
PTT è una rara sindrome, prevalente nei giovani e nel sesso femminile,
caratterizzata da febbre, porpora piastrinopenica (dovuta a ridotta sopravvivenza
piastrinica), sintomi neurologici variabili e coinvolgimento renale
ANEMIE EMOLITICHE
Sono
delle eritropatie caratterizzate da abbreviazione cospicua della vita
eritrocitaria media.
In linea generale, quanto più evidente risulterà il sequestro
a livello splenico, tanto più elevata sarà la probabilità
di successo della splenectomia nella correzione dello stato anemico.
Se la milza è l'unica sede di iperemolisi, l'intervento guarisce
l'anemia.
Sferocitosi
ereditaria
Il
quadro ematologico è caratterizzato dai reperti tipici della sferocitosi:
numerosi microsferociti, iporesistenza osmotica delle emazie, test dell'autoemolisi
positivo con intensa autoemolisi corretta dall'aggiunta di glucosio.
La splenectomia rappresenta la terapia di elezione e deve essere eseguita
Elissocitosi
ereditaria
È un'eritropatia congenita familiare caratterizzata da un meccanismo
emolitico risiede in un'alterata permeabilità della membrana globulare
che incrementa la distruzione splenica degli eritrociti.
Solo i pazienti sintomatici (circa il 10%) sono candidati alla splenectomia
associata, in caso di colelitiasi, a colecistectomia. Con l'intervento
si ottengono buoni risultati
Anemie
emolitiche non sferocitiche
Rappresentano
un gruppo eterogeneo di rare anemie causate da deficit di alcuni enzimi.
Test enzimatici specifici consentono di identificare il tipo di anemia.
La splenectomia si è dimostrata efficace nel ridurre la richiesta
di trasfusioni.
Anemie
emolitiche autoimmuni
Si
tratta di eritropatie emolitiche acquisite dovute a lesione delle emazie
da parte di anticorpi (autoanticorpi).
Nei pazienti selezionati all'intervento, la splenectomia ha un esito favorevole
nell'80% dei casi.
Anemia
emolitica drepanocitica
L'anemia
drepanocitica (anemia a cellule falciformi, emoglobinosi S) è un'anemia
cronica, ereditaria, caratterizzata da una particolare alterazione morfologica
delle emazie (eritrociti falciformi) e dalla presenza di un'emoglobina
anomala, I'HbS
Negli adolescenti e negli adulti, i ripetuti infarti splenici conducono
all'atrofia dell'organo e all'iposplenismo; possibile ma rara è
la complicanza ascessuale che si manifesta con splenomegalia progressiva,
dolore all'ipocondrio sinistro, febbre di tipo suppurativo e per la quale
la splenectomia, resa spesso difficoltosa da gravi processi infiammatori
e dalla formazione di aderenze, è l'intervento di prima scelta.
L'exeresi della milza è inoltre indicata nei bambini splenomegalici
con documentato eccessivo sequestro della massa eritrocitaria a livello
splenico, dimostrandosi efficace nel ridurre la richiesta trasfusionale.
Sindromi
talassemiche
Sono
anemie emolitiche, microcitiche, ipocromiche
Il trattamento della malattia consiste nella terapia emotrasfusionale,
nella somministrazione di chelanti del ferro ed, in casi selezionati,
nella splenectomia.
MALATTIE LINFOPROLIFERATIVE E MIELOPROLIFERATIVE
Le
malattie di tipo proliferativo della serie bianca che possono giovarsi
in vario grado della splenectomia comprendono alcune malattie linfoproliferative
(leucemia a cellule capellute, leucemia linfatica cronica, linfomi di
Hodgkin, linfomi nonHodgkin), che interessano cioè gli organi linfopoietici,
ed alcune affezioni mieloproliferative (leucemia mieloide cronica, metaplasia
mieloide agnogenica), nelle quali la proliferazione anomala riguarda cellule
del sistema emopoietico.
L'ablazione chirurgica della milza assume un significato esclusivamente
terapeutico, fondamentalmente di controllo dell'ipersplenismo, nella leucemia
a cellule capellute, nella leucemia linfatica cronica ed in quelle del
secondo gruppo. Nei linfomi di Hodgkin ed in quelli non Hodgkin ha un
ruolo ora diagnostico, ora terapeutico.
TORSIONE DELLA MILZA SUL PEDUNCOLO SPENICO
Più
frequente nella donna. Condizione predisponente è la presenza di
una milza mobile per eccessiva lassità del legamento freno-lienale.
Condizione favorente è la splenomegalia, ma la torsione può
verificarsi anche quando la milza è di grandezza normale. La torsione
acuta del peduncolo determina o una congestione venosa della milza con
splenomegalia ingravescente e possibilità di rottura dell'organo
o un infarto massivo.
Il quadro clinico è contrassegnato da violenti dolori addominali
accompagnati da vomito, pallore, sudorazione, seguiti da resistenza addominale
nell'area corrispondente alla milza torta e, nei casi di rottura, da segni
e sintomi di versamento endoaddominale.
La diagnosi differenziale va posta, nei casi ad insorgenza acuta, con
la colica renale sinistra, la pancreatite acuta, talvolta con la torsione
di una cisti ovarica.
La terapia consiste nella splenectomia, resa di solito facile dall'eccessiva
lunghezza del peduncolo splenico.
TROMBOSI
DELLA VENA SPLENICA
Incide
in circa 1'1 % di tutte le forme di ipertensione portale. L'affezione
riconosce come cause più comuni la pancreatite cronica, le pseudocisti
e i tumori pancreatici. Tra le altre cause ricordiamo: tumori infiltranti
gastrici ed ulcere gastriche penetranti, ematomi e fibrosi retroperitoneali,
aneurismi della. splenica, stati ipercoagulativi, lesioni iatrogene. Talvolta
non è possibile dimostrarne la causa.
La trombosi determina un'ipertensione portale distrettuale.. Si possono
in tal modo creare delle varici nella sottomucosa del cardias e del fondo
dello stomaco suscettibili di rottura.
Il quadro clinico può essere estremamente variabile, secondo la
sede e l'estensione della trombosi, l'architettura venosa propria del
paziente, il grado di occlusione. Alcune forme sono asintomatiche, altre
si manifestano con splenomegalia e grado variabile di ipersplenismo o
con episodi emorragici del tratto gastrointestinale superiore.
I pazienti sintomatici sia per ipersplenismo sia per episodi emorragici
devono essere sottoposti a splenectomia in quanto curativa.
ANEURISMA
DELL'ARTERIA SPLENICA
È
l'aneurisma intra-addominale più frequente dopo quelli del tratto
aorto-iliaco. Riconosce più spesso un'origine congenito-malformativa
(30%) o aterosclerotica (50Predilige il sesso femminile, nel quale si
riscontra più frequentemente durante la gravidanza.
Molti aneurismi sono asintomatici e vengono di solito scoperti occasionalmente
durante una radiografia dell'addome (caratteristica, all'esame diretto,
l'opacità con contorni "a guscio d'uovo"); altri si manifestano
con vaghi dolori epigastrici irradiati all'ipocondrio sinistro o con quadri
di shock emorragico, per rottura dell'aneurisma, preceduti o meno da crisi
dolorose di fissurazione
L'intervento, che consiste nella resezione dell'aneurisma, associata o
meno a splenectomia, è indicato in tutti i pazienti sintomatici,
in quelli asintomatici con accettabile rischio operatorio e con aneurismi
oltre i 3 cm, nelle donne asintomatiche in età fertile.
ASCESSI
SPLENICI
Gli
ascessi splenici, unici o multipli, possono formarsi in corso di batteriemia,
setticopiemie o per evoluzione suppurativa di aree emorragiche, infartuali
o parassitarie. Clinicamente, si manifestano con i segni ed i sintomi
generali della suppurazione e quelli locali di un processo suppurativo
del quadrante superiore sinistro dell'addome con splenomegalia progressiva.
Nei pazienti immunodepressi in oltre il 50% dei casi sono multipli e spesso
asintomatici. Pongono spesso problemi di diagnosi differenziale con peritoniti
saccate della loggia splenica; utili a tal fine l'ecografia ma soprattutto
la TC, rivelatasi di gran lunga più efficace delle altre metodiche.
Se non trattati, si propagano al diaframma, alla parete addominale e ai
visceri circostanti, dando luogo a fistole. L'intervento di scelta rimane
attualmente la splenectomia.
CISTI
SPLENICHE
Le
lesioni cistiche della milza sono relativamente rare. Si può trattare
di cisti parassitarie e cisti non parassitarie.
La patologia cistica colpisce prevalentemente la seconda e la terza decade
di vita. La sintomatologia è estremamente variabile: la cisti può
rimanere asintomatica, provocare solo un senso di peso, tensione e dolenzia
all'ipocondrio sinistro o severi disturbi cardiorespiratori e addominali
da compressione. Complicanze rare sono la torsione, in caso di cisti peduncolata,
la rottura in peritoneo, l'infezione della cisti.
La terapia consiste nella splenectomia totale e nella splenectomia parziale
in casi selezionati.
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