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Ernia
crurale
Si
tratta di patologia meno frequente di quella inguinale ed interessa più
frequentemente il sesso femminile che il maschile.
Anatomicamente insorge più in basso dell'ernia inguinale, poiché
questa si estrinseca al di sopra del legamento inguinale, mentre l'ernia
crurale si fa strada al di sotto di tale legamento.
Quindi la tumefazione esterna da ernia crurale si nota alla radice della
coscia, apparendo al di sotto della piega tra l'addome e la coscia stessa.
Il contenuto del sacco di tale ernia è costituito per lo più
da grasso peritoneale o epiploon. L'intestino che più facilmente
si impegna nel canale crurale è l'intestino tenue.
In genere l'ernia crurale è di piccole dimensioni, contiene poco
grasso e a volte solo una piccola porzione di parete intestinale. Per
questo si nota poco, specie nei soggetti obesi, e per questo è
raramente sintomatica.
Infatti spesso si ha rilievo dell'ernia crurale solo al momento di una
sua complicazione , che può essere costituita immediatamente dal
suo strozzamento.
In effetti, proprio per il fatto che può a lungo passare inosservata,
è il tipo di ernia che più frequentemente si strozza.
Questa eventualità è resa facile dal piccolo diametro del
canale crurale, per cui anche una piccola quantità di epiploon
o una piccola ansa intestinale si possono impegnare nel sacco e divenire
irriducibili, sino a che si innescano i meccanismi che portano allo strozzamento,
cioè allo strangolamento erniario.
L'intervento per il trattamento del difetto erniario crurale comporta
l'isolamento del sacco e la sua riduzione in addome. Si tratta in genere
di intervento semplice e poco traumatico.
Solo nell'eventualità di uno strozzamento, tanto più se
questo è stato prolungato, ci si può trovare nella necessità
di eseguire una resezione di un tratto di intestino, che sia rimasto devascolarizzato
dal processo di strangolamento.
La chiusura della porta erniaria è semplice e si ottiene con sutura
tra gli elementi fibrosi che costituiscono la parete del canale crurale
o, più modernamente con l'utilizzo di una protesi non riassorbibile,
fissata alle pareti del canale detto.
Raramente l'ernia crurale va incontro a recidiva.
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