|
ERNIA
IATALE, MALATTIA DA REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO
(a cura della Dottoressa Michela Mineccia)
Definizione
e cenni di anatomia
Sintomi
Diagnosi
Terapia medica
Terapia chirurgica
DEFINIZIONE
La
malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è una sindrome (intesa
come insieme di segni e sintomi talvolta non supportata dal quadro anatomico)
causata dalla ripetuta ed anormale risalita del contenuto gastrico in
esofago. Questo contenuto di solito è acido ma può anche
essere alcalino (ad esempio dopo una piloroplastica, una gastrectomia
parziale, una gastro-enterostomia o una vagotomia tronculare).
Cenni
di anatomia della giunzione esofago-gastrica e dei mezzi di continenza
La
continenza è legata all'esistenza dello sfintere esofageo inferiore
(LES), pertinenza dell'esofago addominale, e da alcuni altri mezzi di
fissità.
-
sfintere esofageo inferiore è rappresentato da un ispessimento
fusiforme della muscolatura esofagea pur non avendo mai trovato una conferma
anatomica assoluta. In corrispondenza di tale ispessimento si rileva un
aumento della pressione (rispetto al corpo esofageo) con valori normalmente
oscillanti tra 12 e 30 mm Hg. Era credenza che la MRGE si associasse sempre
ad uno stato di cronica ipotonia dello sfintere, ma è accertato
che molti pazienti hanno una pressione del LES normale. Il reflusso si
verifica solo quando la pressione del LES (LESP) scende al di sotto dei
2 mmHg e ciò si verifica per improvvisi rilasciamenti del LES che
normalmente mantiene un tono costante.
Tale osservazione induce a pensare che alla base della MRGE vi sia un'anomalia
del controllo del LES di origine nervosa o ormonale piuttosto che un'alterazione
intrinseca della muscolatura liscia dello sfintere.
-
esofago addominale è quella porzione di esofago soggetto alle variazioni
di pressione esistenti in addome. La mancanza di questo segmento esofageo
soggetto alla pressione addominale (fortemente positiva in contrapposizione
alla pressione negativa esistente in torace) per patologie quali ernia
iatale da scivolamento o malposizione cardio-tuberositaria, rappresenta
un elemento determinante nella comparsa del reflusso. La lunghezza dell'esofago
addominale è in media di 5 cm e comprende: una porzione sovradiaframmatica
con una terminazione un po' dilatata a fuso dell'esofago toracico, una
porzione diaframmatica ristretta di circa 2 cm ed una sottodiaframmatica
addominale di 3 cm.
-
angolo di His è un angolo formato dal margine sinistro dell'esofago
e dalla grande tuberosità gastrica la cui apertura varia al variare
del riempimento gastrico. L'angolo di His è infatti acuto quando
lo stomaco è pieno ma è retto quando lo stomaco è
vuoto. Tale conformazione solleva una piega mucosa interna, chiamata valvola
di Gubaroff, anch'essa deputata alla continenza cardiale. L'assenza o
la scomparsa dell'angolo di His si osserva in occasione di malposizione
cardio-tuberositaria o di ernia iatale da scivolamento.
-
diaframma i pilastri del diaframma delimitano lo jato esofageo e ne rappresentano
la muscolatura estrinseca; non costituiscono un mezzo di ancoraggio dell'esofago
ma intervengono in occasione dei movimenti respiratori. Le fibre provenienti
dal pilastro destro sono maggiormente rappresentate e formano un laccio
a circondare l'esofago. L'allontanamento dei pilastri permette la formazione
dell'ernia iatale.
-
membrana freno-esofagea una membrana elastico-connettivale-muscolare a
provenienza dal diaframma il cui ruolo come mezzo di fissità è
messo in discussione trattandosi di una struttura molto fragile.
-
meso-esofago è costituito da tessuto cellulo-fibroso denso ed occupa
tutta la lunghezza dell'esofago connettendolo posteriormente all'aorta
ed ai pilastri diaframmatici e garantendone la permanenza in addome nel
suo tratto distale. La dissezione del mesoesofago permette l'ascensione
intra-toracica dell'esofago. Il legamento gastro-frenico, altro elemento
cellulo-fibroso denso, prolunga verso sinistra il meso-esofago ed ancora
la gande tuberosità gastrica al diaframma.
-
muscolatura del corpo dell'esofago le normali contrazioni della parete
dell'esofago sono necessarie per il completo e normale svuotamento del
lume del viscere. La parete muscolare dell'esofago è costituita
da uno strato di fibre superficiali longitudinali ed uno strato di fibre
circolari profonde (si tratta delle fibre che si ispessirebbero in corrispondenza
del LES). Queste fibre circolari circondano l'angolo di His intrecciate
con le fibre oblique dello stomaco e scendono sui due versanti della piccola
curvatura (cravatta di Helvetius). In condizioni normali un elemento importante
che mira a ridurre l'aggressività del reflusso gastro esofageo
è la presenza di onde peristaltiche di "clearing" che
liberano l'esofago dai reflussi alcalini ed acidi. Anche una alterazione
di tali onde peristaltiche favorisce l'insorgenza di complicanze.
SINTOMI
Tipici
" pirosi (bruciore restrosternale a partenza epigastrica), compare
generalmente nel periodo postprandiale e può essere scatenato dai
cambiamenti di posizione (è tipicamente riferito quando ci si piega
per allacciarsi le scarpe); si associa, in questo caso, il fattore gravitario
all'aumento della pressione addominale
" rigurgito: passaggio retrogrado e spontaneo di contenuto gastrico
nell'esofago fino al faringe, riferito come sensazione di liquido acido
ed amaro in gola e/o in bocca
" eruttazione: associata spesso a contemporanea presenza di ernia
iatale
" nausea e vomito: spesso secondari ad una alterazione dello svuotamento
gastrico correlato a MRGE
" odinofagia: è una sensazione di transito doloroso e costrittivo
del bolo accompagnata da senso di peso del bolo stesso.
Atipici
Sono secondari a complicanze del reflusso o ad effetti del reflusso su
altri organi.
" anemia: secondaria a sanguinamento di esofagite grave
" ematemesi: il reflusso è responsabile del 7 % circa delle
emorragie del tratto digestivo superiore
" disfagia: causata da una stenosi dell'esofago distale o da alterazioni
aspecifiche della motilità esofagea
" dolore retrosternale: a volte indistinguibile dal dolore di origine
cardiaca
" disturbi respiratori: tosse cronica ed asma, in relazione a microaspirazione
del materiale gastrico con irritazione bronchiale
" disturbi otorinolaringoiatrici: faringite cronica, raucedine, otite
media
DIAGNOSI
Sono
dirimenti per una diagnosi corretta l'endoscopia (EGDS)e la PH metria
24 ore. Gli esami completi sono:
" Rx transito delle prime vie digestive: con mezzo di contrasto ed
in posizione di Trendelemburg. Pur trattandosi di una indagine poco sensibile
e specifica va effettuata in un paziente con sintomatologia sospetta in
quanto permette di escludere altre affezioni esofagee funzionali o organiche,
una concomitante ernia iatale, una complicanza della MRGE come la stenosi.
" Endoscopia: permettendo una visione diretta della mucosa esofagea
consente di valutare l'entità della esofagite (principale epifenomeno
del reflusso gastro-esofageo). Le biopsie sono indispensabili per la diagnosi
dell'esofago di Barrett. Endoscopicamente vengono classificati 4 gradi
di esofagite secondo Savary-Miller.
Stadio Valutazione endoscopica
1 Erosioni della mucosa singole o isolate con eritema ed essudato
2 Confluenza di lesioni erosive ed ulcerative non coinvolgenti l'intera
circonferenza
3 Lesioni coinvolgenti l'intera circonferenza dell'esofago senza stenosi
4 Lesioni croniche o ulcere con fibrosi parietale e stenosi
"
Ph metria 24 ore: considerata attualmente l'indagine dirimente per la
diagnosi di reflusso gastro-esofageo. Consente di valutare il paziente
per 24 ore e quindi nelle diverse condizioni di vita, correlando i reflussi
con i pasti, le posizioni ed i sintomi soggettivi e quindi di quantificarne
la severità. La ph metria consente inoltre di valutare l'efficacia
della terapia medica ed eventualmente anche chirurgica. Con la ph metria
si qualifica il tipo di reflusso se acido o alcalino.
" Manometria esofagea: permette di valutare la pressione del LES
(LESP), la motilità esofagea e conseguente capacità di clearing,
eventuali disordini motori del LES responsabili del reflusso, i disordini
del corpo esofageo responsabili della genesi del dolore e della disfagia
anche quando non vi è una stenosi. La manometria consente inoltre
di valutare l'efficacia della valvola antireflusso confezionata chirurgicamente.
Risulta inoltre indispensabile per posizionare correttamente l'elettrodo
della PH metria che deve essere lasciato a 5 cm dal LES.
TERAPIA MEDICA
Norme
igieniche e consigli dietetici:
" Non coricarsi dopo i pasti e non mangiare nelle 3 ore precedenti
il sonno
" Dormire con il capo sollevato rispetto al corpo
" Calo ponderale in caso di obesità
" Assumere pasti piccoli ed ipolipidici
" Evitare l'assunzione di cibi speziati, caffeina ed alcool
" Ridurre il fumo (il fumo di sigaretta induce incompetenza sfinterica,
incrementa gli episodi di reflusso anche duodeno-gastrico , riduce la
pressione del LES)
" Evitare l'assunzione di progesterone, teofillina, prostaglandine,
anticolinergici, dopamina, diazepam, oppioidi, e calcio-antagonisti tutti
principi che causano incompetenza della barriera antireflusso e riducono
la pressione del LES.
Terapia
medica
" H2 bloccanti: inducono la guarigione clinica nel 50-70% dei pazienti
sintomatici purchè somministrati in dosi congrue (superiori rispetto
alla terapia per ulcera peptica)
" Omeprazolo: ha effetto diretto sulla secrezione acida gastrica,
sia basale sia stimolata e noninfluenzando la motilità esofagea
e la pressione del LES. La somministrazione di omeprazolo per 4 mesi consente
la guarigione completa nella maggioranza dei casi.
" Procinetici: la metoclopramide stimola lo svuotamento gastrico
ed aumenta la LESP. Ha effetto complementare agli H2 bloccanti nell'indurre
la guarigione delle lesioni della mucosa esofagea. Nel 30% dei casi ha
effetti sul sistema nervoso centrale poiché supera la barriera
ematoencefalica.
" Citoprotettori: (sucralfato) hanno azione topica in quanto creano
una barriera fisica tra la mucosa e l'azione irritativia del reflusso.
Sono spesso utilizzati in associazione ad altri farmaci.
TERAPIA CHIRURGICA
|