ANESTESIA
L'anestesia consiste in
una serie di manovre sia del chirurgo, per realizzare una anestesia
locale, sia dell'anestesista e dei suoi assistenti, per realizzare
una sedazione oppure una anestesia locale, regionale, spinale, o generale
PREPARAZIONE
PER L'ANESTESIA
Visita di valutazione
- Il paziente viene visitato dall'anestesista prima che si giunga
all'intervento chirurgico. Vengono valutate le condizioni di cuore,
polmoni, fegato Si esaminano eventuali allergie ai farmaci dell'anestesia,
il paziente compila il modulo informativo ed il modulo di consenso
informato.
- Si eseguono gli esami ematochimici (emocromo, tempo di coagulazione
antigeni HIV, markers per le epatiti, Test di gravidanza, coagulazione;
Rx Torace, ECG. Altri esami possono essere richiesti in relazione
al tipo di intervento o delle condizioni del paziente
- Si prescrive digiuno almeno 6 ore prima dell'anestesia, per evitare
complicanze da vomito (polmoniti ab ingestis).
ANESTESIA
LOCALE
L'iniezione di un anestetico nella cute intorno a un nervo determina
il blocco degli impulsi dolorosi. Spesso all'anestetico si aggiungono
antinfiammatori o bicarbonato, al fine di diminuire la sensazione
di dolore data dall'iniezione.
L'anestesia locale regredisce in un tempo variabile legato al tipo
di anestetico, alla sua concentrazione, alla vascolarizzazione.
Lidocaina, Carbocaina, Marcaina, hanno una durata rispettivamente
di 60, 90, 120 minuti. Tale durata si incrementa del 50% con l'aggiunta
di poche gocce di adrenalina.
Procedura:
- Si disinfetta la cute della sede da anestetizzare e si inietta
la sostanza anestetica prescelta con o senza adrenalina. Dopo alcuni
minuti si può procedere all'intervento chirurgico. Nell'immediato
postoperatorio il paziente può essere dimesso a meno che
non esistano controindicazioni chirurgiche.
Complicanze
- Quando l'anestetico viene assorbito, possono insorgere disturbi
legati alla sensibilità individuale, alla quantità
di anestetico assorbita alla velocità di assorbimento, quali
confusione, senso di ottundimento, parestesie intorno alla bocca,
gusto metallico, ronzii, disturbi della vista tremori e convulsioni.
Il farmaco può anche causare collasso e ipotensione. Una
eventuale allergia può dare origine a prurito, senso di bruciore,
broncospasmo, ipotensione.
ANESTESIA
REGIONALE
Si pratica l'anestesia in siti ben precisi, dove un nervo o più
nervi sono facilmente individuabili (plesso brachiale, nervo sciatico.
intercostali ecc).
Le complicanze sono sovrapponibili a quelle dell'anestesia locale.
E' consigliabile il digiuno, nell'eventualità si debba ricorrere
alla sedazione.
ANESTESIA
VENOSA RETROGRADA
E' una particolare tecnica di anestesia limitata alla chirurgia
degli arti superiori.
Consiste nell'iniezione in un vaso venoso, di cui è tributario
il territorio da anestetizzare, di un quantitativo di anestetico
tale da riempire il letto vascolare previamente reso esangue utilizzando
uno speciale sistema emostatico meccanico. Tale sistema emostatico
impedisce all'anestetico di andare in circolo.
Questo tipo di anestesia va bene per interventi che durino meno
di un'ora, e può lasciare sensazioni di parestesie e formicolii
per qualche ora dopo che si è esaurita l'azione anestetica.
Particolare attenzione va posta al ripristino della circolazione,
per evitare la rapida messa in circolo dell'anestetico.
Le complicanze sono legate all'immissione in circolo del farmaco
e sono analoghe alle precedenti.
ANESTESIA
SPINALE
Consiste nell'iniezione di piccole quantità di anestetico
locale in corrispondenza del fluido cefalo rachidiano sia direttamente,
sia in prossimità.
Ricordi anatomici
- Il midollo spinale è l'estensione del cervello che si posiziona
all'interno del canale vertebrale. A livello di ciascuna vertebra,
lungo il midollo spinale, emergono le radici dei nervi spinali,
attraverso i forami. L'ultima parte del midollo spinale prende il
nome di cauda equina per l'aspetto caratteristico che assume in
seguito alla disposizione delle radici nervose.
- Il midollo spinale è immerso nel liquido cefalo rachidiano,
contenuto in un sacco fibroso aderente ai corpi vertebrali che prende
il nome di dura.
- I segmenti ossei della spina dorsale sono chiamati vertebre, sono
tenuti insieme da ligamenti e circondati da muscoli.
Procedura
La cute sopra le vertebre della zona prescelta viene disinfettata.
Si individuano i processi spinosi e si pratica una anestesia locale
nel punto in cui si deve introdurre l'ago spinale.
Si inserisce l'ago spinale (molto sottile) con un introduttore e
si superano i ligamenti gialli, penetrando nello spazio peridurale.
A questo punto se si avanza con l'ago si penetra nello spazio intradurale
dove si trova il midollo, immerso nel liquido cefalo-rachidiano.
Anestesia peridurale: dopo essersi accertati mediante mandrino aereo
o l'aspirazione della goccia, si procede all'iniezione di idonea
quantità dell'anestetico prescelto.
Dopo 15'-20' l'anestetico ha raggiunto le radici nervose che attraversano
lo spazio perdurale. Il segmento corporeo al disotto delle radici
interessate risulta anestetizzato, pur conservando i movimenti.
Anestesia subaracnoidea: Si introduce l'ago nello spazio sottodurale
e si osserva l'uscita di liquido cefalo-rachidiano. In questa sede
si iniettano 2ml di soluzione anestetica concentrata e iperbarica,
che con opportune manovre di basculamento si posiziona nella sede
voluta, immergendo così le radici nella soluzione anestetica
e dando origine a un'anestesia a paralisi che durerà più
a lungo della precedente.
A questo punto si procede all'intervento.
Controindicazioni:
- Infezione della cute presso la sede di iniezione
- Ipertensione endocranica
- Ipocoagulabilità
- Setticemia
- Ipotensione, malattie neuromuscolari, stenosi aortica, patologie
osteo-aricolari della colonna.
Complicanze:
- Crisi ipotensive conseguenti a paresi dei nervi dei vasi dell'area
anestetizzata
- Apnea da paralisi dei muscoli respiratori
- Infezione con possibile meningite o meningismo
- Ematoma
- Lesione nervosa permanente
- Disuria temporanea
- Cefalea.
PERIDURALE
CONTINUA
Se attraverso l'ago posizionato nello spazio peridurale (di opportuno
calibro) si introduce un catetere e lo si fa salire nello spazio
virtuale, si può prolungare l'anestesia con somministrazioni
ripetute di anestetico. Tale tecnica si usa soprattutto nel parto
indolore e nei tagli cesarei.
SEDAZIONE
Si possono distinguere 3 gradi di sedazione:
- Lieve: si somministrano tranquillanti. Il paziente rimane vigile
e cosciente con diminuzione dei riflessi e rallentamento dell'ideazione.
- Moderata (chiamata anche sedazione cosciente): il paziente risponde
agli ordini semplici e reagisce a lievi stimoli dolorosi. Respira
bene.
- Profonda: Il paziente perde coscienza e può essere risvegliato
con difficoltà; può necessitare di assistenza respiratoria.
La funzione cardiaca è generalmente conservata.
Indicazioni della sedazione:
- Lieve: supplemento dell'anestesia locale in caso di pazienti emotivi.
- Moderata o profonda: per l'esecuzione di manovre diagnostiche
o altri interventi non dolorosi in cui sia necessaria l'immobilità
del paziente.
Farmaci della sedazione:
- Benzodiazepine: i farmaci di questo gruppo comprendono il Midazolam
e Diazepan
- Oppiacei: ad azione lunga (Meperidina) o breve (Fentanest)
- Anestetici ad azione breve: si usano per via endovenosa e il loro
effetto permane fintanto che si continua la somministrazione.
Complicanze:
- Depressione respiratoria, con conseguente ipossia
- Depressione dei riflessi laringei con possibili polmoniti ab ingestis
- Ipotensione.
ANESTESIA
GENERALE
E' la totale perdita di coscienza come conseguenza della somministrazione
di farmaci. Il paziente non è in grado di controllare le
vie aeree e richiede assistenza respiratoria. Generalmente si associano
farmaci antidolorifici e curari. Si ha analgesia (non percezione
del dolore), amnesia (non si ricorda ciò che è successo)
e rilassamento muscolare.
Monitoraggio: si monitorizza il ritmo cardiaco(ECG), la pressione
del sangue, la concentrazione di ossigeno e di anidride carbonica
nel sangue.
Induzione: mediante farmaci anestetici ad azione rapida.
Vie aeree: il paziente può respirare spontaneamente, ma più
spesso si usa inserire un tubo attraverso la glottide (sotto visione
diretta), cioè si intuba il paziente per connetterlo con
un respiratore meccanico, per proteggere le vie aeree da eventuale
vomito, o ostruzione delle vie aeree da parte della lingua. Una
paralisi muscolare è indotta per consentire l'intubazione
ed è richiesta per alcuni interventi chirurgici. Si usano
farmaci a breve o lunga azione, in relazione agli interventi previsti.
Mantenimento: mediante vapori o gas, oppure anestetici endovenosi.
Altri farmaci possono essere necessari per il controllo della pressione
venosa e del ritmo cardiaco.
Risveglio: alla sospensione della somministrazione degli agenti
anestetici il paziente lentamente riprende coscienza e diventa autosufficiente.
Complicazioni:
- Laringospasmo, da stimolazione delle corde vocali a paziente non
ancora curarizzato
- Nausea o vomito
- Ritenzione urinaria
- Ipotermia soprattutto nei bambini
- Ipertermia maligna su base genetica
- Danni ai denti (caduta o mobilizzazione)
- Lesioni di nervi periferici da malposizionamento del paziente
sul letto operatorio.
Dopo l'anestesia il paziente può essere rimandato in reparto
se è completamente sveglio, o trattenuto in terapia intensiva
post-operatoria.
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